POS e software

Codici a peso e prezzo variabile delle bilance: come sono fatti e come leggerli in cassa

Le etichette delle bilance usano codici EAN-13 che iniziano con un prefisso da 20 a 29, riservato alla circolazione interna. Dopo il prefisso ci sono il codice articolo (PLU) e un valore variabile, prezzo o peso, poi la cifra di controllo. La disposizione esatta non è universale: la decide il punto vendita configurando bilancia e software di cassa in modo coerente.

Perché i prefissi 20-29

Nel sistema GS1 i numeri che iniziano con 20-29 sono a circolazione ristretta: non identificano un prodotto in modo univoco nel mondo, ma hanno significato solo all'interno di un'azienda o secondo regole nazionali definite dall'organizzazione GS1 del paese. Per questo un codice "23..." della bilancia di un supermercato non ha alcun significato nella cassa di un altro.

Il lettore non sa nulla di tutto questo: legge un normale EAN-13 e lo trasmette così com'è. È il software di cassa che riconosce il prefisso e scompone il codice. Se il lettore legge l'etichetta ma la cassa risponde "articolo non trovato", il problema è quasi sempre nella configurazione del POS, non nel lettore. Per i prefissi dei prodotti normali vedi EAN-13 ed EAN-8 e lo strumento verifica prefisso GS1.

Strutture tipiche

Le combinazioni più diffuse seguono lo schema "prefisso + codice articolo + valore + controllo". La lunghezza di ogni parte varia:

Esempi di strutture a 13 cifre (P = prefisso, A = articolo, V = valore, C = controllo)
StrutturaArticoloValoreUso tipico
PP AAAAA VVVVV C5 cifre5 cifre: prezzo in centesimi o peso in grammiMolto diffusa nella piccola e media distribuzione
PP AAAA VVVVVV C4 cifre6 cifre, per importi o pesi più grandiBanchi con articoli di valore elevato
P AAAAAA VVVVV C6 cifre (incluso il secondo digit del prefisso)5 cifreSistemi con molti PLU
PP AAAA K VVVV C4 cifre4 cifre, precedute da una cifra di controllo del prezzo (K)Alcune configurazioni con verifica aggiuntiva del valore

Spesso è il secondo digit del prefisso a indicare cosa contiene il campo valore: per esempio un punto vendita può usare 22 per il prezzo e 23 per il peso. Sono convenzioni locali: verifica sempre il manuale della bilancia (dove scegli il "formato codice a barre" o "barcode format") e quello del software di cassa.

Alcune bilance e casse possono usare, al posto dell'EAN-13, codici GS1 DataBar o GS1-128 con Application Identifier per peso (310n) e prezzo (392n), che contengono un GTIN vero più i valori variabili. Vedi GS1 DataBar e GS1-128 e Application Identifier.

Esempio svolto con cifra di controllo

Codice fittizio, struttura PP AAAAA VVVVV C, con prefisso 23 configurato come "prezzo in centesimi":

  • prefisso: 23
  • articolo (PLU): 01234
  • prezzo: 00349, cioè 3,49 euro

Le prime 12 cifre sono 230123400349. Per l'EAN-13 si moltiplicano le cifre, da sinistra, alternativamente per 1 e per 3:

cifre:   2  3  0  1  2  3  4  0  0  3  4  9
pesi:    1  3  1  3  1  3  1  3  1  3  1  3
prodotti 2  9  0  3  2  9  4  0  0  9  4 27
somma = 69
cifra di controllo = (10 - (69 mod 10)) mod 10 = 1
codice completo: 2301234003491

Puoi ricontrollare il calcolo con il calcolatore della cifra di controllo e stampare un'etichetta di prova con il generatore di codici a barre. La regola generale è spiegata in cifra di controllo.

Lo stesso articolo pesato, con prefisso 24 configurato come "peso in grammi" e 1,250 kg, diventerebbe 240123401250 + controllo 6, cioè 2401234012506. In questo caso la cassa moltiplica il peso per il prezzo al kg dell'articolo 01234 presente in anagrafica.

Come il software di cassa scompone il codice

  1. Riconosce il prefisso. Il POS ha una tabella dei prefissi interni: "22 = prezzo", "23 = peso" e così via, con la posizione e la lunghezza dei campi.
  2. Estrae il codice articolo e lo cerca in anagrafica. Nell'anagrafica l'articolo è registrato con il solo PLU (o con il codice "base" a valore zero, a seconda del software).
  3. Estrae il valore e applica i decimali configurati: 00349 diventa 3,49 euro; 01250 diventa 1,250 kg.
  4. Calcola la riga: con il prezzo lo usa direttamente; con il peso lo moltiplica per il prezzo al kg.
  5. Verifica le cifre di controllo: quella finale è già verificata dal lettore; quella del prezzo, se prevista, dal software.

Per l'integrazione generale tra lettore e cassa vedi integrazione del lettore nel software POS.

Problemi tipici e diagnosi

Sintomi alla cassa con etichette della bilancia
SintomoCausa probabileVerifica
"Articolo non trovato"Prefisso non configurato nel POS, o PLU diverso tra bilancia e cassaConfronta il formato impostato sulla bilancia con la tabella prefissi del POS
Prezzo 10 o 100 volte sbagliatoNumero di decimali diversoControlla la configurazione del campo valore
Viene letto il peso come prezzoPrefisso associato al tipo sbagliatoAllinea il prefisso nella bilancia e nel POS
Il lettore non legge proprioEtichetta termica sbiadita, stampa troppo chiara, codice piegato sulla vaschettaVedi codici rovinati o sbiaditi
Codice letto con cifre in più o in menoPrefisso o suffisso aggiunti dal lettoreProva con il test del lettore

Caso tipico: dopo la sostituzione della bilancia del banco salumi, le etichette vengono rifiutate in cassa. La nuova bilancia è uscita di fabbrica con un formato a 5+5 cifre diverso da quello della vecchia (per esempio 4 cifre di articolo e 6 di prezzo). Basta riportare sulla bilancia il formato usato prima, o aggiornare il POS, senza toccare il lettore.

Etichette che si leggono al primo colpo

Le etichette termiche delle bilance si sbiadiscono con calore e umidità, e finiscono su vaschette curve e lucide. Accorgimenti: mantieni pulita la testina della stampante della bilancia, non ridurre troppo la dimensione del codice, lascia la zona di rispetto ai lati, applica l'etichetta su una parte piana. Per i riflessi della pellicola vedi superfici lucide, curve e riflessi.

Domande frequenti

Devo configurare il lettore per i codici a peso?

Di solito no: basta che l'EAN-13 sia abilitato. Tutta la logica è nel software di cassa.

Posso usare il prefisso 20-29 per i miei prodotti venduti ad altri negozi?

No. Fuori dal tuo punto vendita quel codice non è univoco. Per prodotti destinati ad altri rivenditori serve un GTIN ottenuto tramite GS1 Italy.

Perché alcune etichette hanno due cifre di controllo?

Alcune strutture includono una cifra di controllo del solo prezzo, per intercettare errori sul valore oltre a quella finale dell'EAN-13.

Fonti e riferimenti

  • GS1 General Specifications, numeri a circolazione ristretta e prodotti a misura variabile: gs1.org.
  • GS1 Italy: gs1it.org.
  • ISO/IEC 15420, specifica della simbologia EAN/UPC: iso.org.
  • Manuali di bilance e software di cassa, sezioni "formato codice a barre".

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